L’Umbria che guarda al futuro – Thomas De Luca – Consiglio regionale dell'Umbria

L’Umbria che guarda al futuro.

la nostra visione politica

Dobbiamo restituire agli umbri l’entusiasmo e la voglia di vivere nella loro terra meravigliosa. Dobbiamo mettere al centro il benessere e la qualità della vita dei cittadini attraverso la condivisione come collante sociale della collettività.

Una regione in cui non esista più nessuna emarginazione territoriale, dove ogni città e ogni comune siano un tassello fondamentale della comunità umbra. Ricostruire il senso di appartenenza verso una regione di cui essere orgogliosi. Lo faremo costruendo un’azione di governo volta a rispondere in modo efficace ai bisogni reali e alle preferenze dei cittadini umbri, sfruttando le best practices e l’esperienza internazionale per trasformare l’Umbria in una regione europea, utilizzando dati e scenari che le migliori competenze sapranno sviluppare in una pianificazione a lungo termine.

Dobbiamo dare un segnale forte riguardo alla questione ambientale, da porre al primo punto dell’agenda regionale, che sia in totale discontinuità con il passato. Non solo per le decine di vertenze aperte in ogni angolo del territorio con la cittadinanza organizzata in comitati e gruppi informali, ma anche e soprattutto per dare risposte alla sfida globale dell’emergenza climatica. Se l’Umbria è il cuore verde dell’Italia abbiamo bisogno di iniziare a irrorare linfa di cambiamento nella nostra regione con azioni concrete.  Si dovrà istituire un osservatorio permanente in cui trovino posto le massime autorità in ambito sanitario e ambientale, che rimanga però aperto alla partecipazione dei cittadini e dei comitati, e il cui compito dovrà essere quello di avviare immediatamente gli approfondimenti epidemiologici nelle aree critiche del territorio regionale partendo dalle evidenze del Registro tumori.

L’Umbria non può più essere «l’isola senza mare» dove l’assenza di reti infrastrutturali adeguate costituisce una barriera insormontabile, un’isola dove i due capoluoghi sono distanti oltre due ore di treno. Dobbiamo trasformare l’Umbria in una regione europea, sviluppando nuovi asset strategici per il tessuto economico regionale. Lo faremo puntando tutto sull’innovazione, sulla connettività, sull’intelligenza artificiale, anticipando i cambiamenti strutturali che stanno avvenendo oggi nel mondo.  Dobbiamo valorizzare le differenze e le vocazioni territoriali attraverso una programmazione orientata al pieno utilizzo dei fondi strutturali, a supporto dell’impresa e degli investimenti. Una regione dove lo sviluppo economico nasca dall’incontro tra l’impresa, l’università, la ricerca e la formazione costruendo partnership e relazioni internazionali strategiche.

Una regione inclusiva dove la giustizia sociale sia l’anima dell’azione di governo, dove le politiche sociali siano votate a una visione volta a garantire l’effettiva e tangibile esigibilità dei diritti fondamentali dei nostri concittadini, garantendo la libertà di scelta ai portatori di diritti. Una comunità dove ogni umbro abbia pari dignità sociale, partendo da un piano straordinario di lotta alla povertà e alle emergenze abitative.

Equità sociale che deve concretizzarsi attraverso una sanità pubblica garantendo lo stesso accesso alle cure sull’intero territorio regionale. Un nuovo piano di prevenzione che intervenga sul mantenimento dello stato in salute della popolazione, sulla prevenzione primaria e secondaria. Una sanità pubblica che punti ad abbattere le liste d’attesa attraverso un nuovo equilibrio dei servizi tra ospedale e territorio. Tutto questo è possibile solo riuscendo a togliere le mani della politica dalla sanità e voltando definitivamente pagina con il sistema Concorsopoli. Né la Lega, né tanto meno il Partito Democratico possono in alcun modo garantire alcuna discontinuità, dal momento che il M5S è stato l’unico a denunciare il marcio del sistema sanitopoli. Non abbiamo nulla da dimostrare in merito al nostro approccio rigido e rigoroso nell’eliminazione degli sprechi, nella lotta alla corruzione, con il solo obbiettivo della legalità e dell’eliminazione delle sacche di clientelismo.

Le sfide globali del XXI secolo sono la sostenibilità, l’inclusività e l’innovazione tecnologica. L’Umbria può apprestarsi a giocare questa partita con un patrimonio culturale, artistico e ambientale unico, per questo oggi più che mai c’è bisogno di una Politica che sappia attuare una governance del territorio in grado di valorizzare i suoi punti di forza, la nostra identità mettendo al centro la persona.

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