Nemmeno un euro dalla Regione Umbria per gli operatori sanitari in prima linea! – Thomas De Luca – Consiglio regionale dell'Umbria
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Nemmeno un euro dalla Regione Umbria per gli operatori sanitari in prima linea!

azienda ospedaliera di Perugia
Bonus operatori sanitari: la Giunta non si limiti a redistribuire i fondi stanziati dal Governo, ma riconosca con risorse proprie l’impegno dei sanitari.
Superare le criticità: esclusi tutti medici specializzandi e psicologi, biologi, farmacisti con contratti in convenzione. Disparità tra i lavoratori a seconda delle Aziende, indennità tolta ad ammalati o isolati per coronavirus.
Prima la sospensione delle indennità di sub-intensiva per gli operatori sanitari dell’azienda ospedaliera di Perugia, poi la mancata sottoscrizione dell’accordo sindacale con la richiesta di rinvio della firma da parte delle organizzazioni sindacali.
Questo ci dà l’occasione di chiedere nuovamente alla Giunta Regionale di fare la sua parte per quello che riguarda le risorse stanziate: ad oggi tutti i fondi previsti sono interamente finanziati dal Governo con il Decreto Cura Italia, senza che la Regione Umbria abbia stanziato nemmeno un euro aggiuntivo. Riteniamo ulteriori risorse quantomeno dovute.
Il ruolo dell’esecutivo regionale non può e non deve essere quello di mero redistributore delle risorse aggiuntive stanziate dal Governo con il decreto Cura Italia, pari esattamente agli 11 milioni e 180 mila euro già arrivati (Tabella A del D.L. 17 marzo 2020, n. 18), magari omettendo di riferire che sono interamente risorse governative e cercando anche gli applausi. La Giunta Tesei riconosca l’impegno dei sanitari impegnando fondi dal proprio bilancio.
Hanno fatto bene le organizzazioni sindacali a non sottoscrivere un accordo senza che siano risolte numerose criticità macroscopiche: è paradossale la sottrazione dell’indennità agli operatori sanitari in malattia a causa del Covid-19 o in isolamento per contatti con un caso positivo. In secondo luogo il calcolo dell’indennità stessa è a giornata lavorativa e non ad ore effettivamente lavorate penalizza dei turnisti con alto carico di lavoro che fanno più ore in meno giorni lavori.
La Giunta Regionale, che si fregia di lavorare di concerto con l’Università degli Studi di Perugia, ha totalmente escluso i medici specializzandi del nostro ateneo che stanno reggendo interi reparti. Una scelta incomprensibile e contraria a quello che accade nelle altre Regioni, come la confinante Toscana.
Stessa situazione per i tanti psicologi, biologi, farmacisti e lavoratori dipendenti con contratti in convenzione, immotivatamente tagliati fuori da bonus e indennità
Inoltre le disparità di trattamento tra il personale delle 4 aziende in servizi della stessa fattispecie sono inaccettabili: ad esempio non c’è la dialisi nella azienda ospedaliera di Perugia ma c’è in tutte le altre aziende umbre, così come il personale delle sale operatorie COVID-19 delle A.O. di Perugia e Terni viene discriminato rispetto ai medesimi colleghi delle USL Umbria 1 e 2.  Infine si tiene conto per l’erogazione solo del mese di marzo, sicuramente il più critico dal punto di vista dell’impatto organizzativo, ma purtroppo non il solo necessario al superamento della pandemia.
Thomas De Luca
Tommaso Bori

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